domenica, 26 Settembre, 2021

Uscire dal labirinto pandemico per guardare al futuro

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Se solo prima della pandemia avevamo una forza lavoro mediamente retribuita circa 1.000€ al mese, ed oggi quella stessa ‘forza’ ne percepisce la metà, di cui una parte rilevante di essa è sostenuta dal Reddito di Cittadinanza e l’altra presto entrerà nell’oblio della disoccupazione, vorremmo capire di quale ripresa stiamo parlando e, là dove davvero ci fosse, per chi! Ah, già, c’è il 5% della popolazione che, nonostante non faccia nulla, trattandosi di finanzieri e non di produttori di economia reale, si mangia il restante 95% della torta, si fa per dire. Personaggi che dovrebbero pagare un’aliquota pari al 50% sulle speculazioni di Borza, altro che il 20%. Quindi il paradosso è che, nonostante la situazione, il totale della ricchezza del Paese è in perfetto equilibrio rispetto a prima della crisi pandemica, se non addirittura più alto; infatti, tutti gli investitori di Piazza Affari scommettono sulla crescita del PIL, a scapito della retribuzione dei lavoratori, loro sì, sempre più in crisi! Ci viene da dire che gli ipocriti-imbecilli andrebbero censurati al primo vagito appena nati…altro che il detto espresso con rassegnazione ‘la mamma degli imbecilli è sempre incinta’!. La situazione post pandemica del Paese, o presunta tale, è catastrofica, alla faccia della tanto millantata ripresa, per questo riteniamo che appena le ‘elezioni verranno al pettine’ tutti i nodi saranno sciolti in poche ore e, probabilmente, gli italiani si consegneranno ad una Destra di cui non sappiamo immaginare come si muoverà dentro e fuori dai confini nazionali. Anche se i rassegnati competitori di Centro-Sinistra già parlano da perdenti, affermando che lo schieramento di Destra-Centro ci condurrà nel bel mezzo della pellicola di Roberto Benigni e Massimo Troisi ‘Non ci resterà che piangere’. Pensiamo, che quando i politici non hanno un mestiere e si rifugiano nella politica per campare, come fosse un lavoro comune, e non il bene comune, è il segnale del ‘si salvi chi può’. Quando Montanelli consigliava di turarsi il naso, tutto sommato una mezza prospettiva di futuro ancora esisteva, ma oggi nessun politico ormai può nulla, se non promuovere una rivoluzione che azzeri tutto per ricominciare da capo. Fare l’elenco di ciò che non ha funzionato in questo ultimo Decennio sarebbe doloroso e soprattutto noioso, perché in fondo le cose le conosciamo, solo che facciamo di tutto per non ricordarle. Una però la raccontiamo noi per descrivere il circo italico: Matera, per esempio, capitale della cultura, che ha appena ospitato i ministri degli Affari Esteri del G20, è irraggiungibile se non in elicottero, si fa per dire, e dovrà attendere il 2022 per avere una strada ferrata capace di trasportare una straccio di locomotiva, magari a carbone come quella inventata da Leonardo nel film medesimo ‘Non ci resta che piangere’! Ma che razza di Paese è il nostro se ancora sceglie una classe dirigente che continua a riprodurre se stessa all’infinito, con il compito di risolvere domani quello che non è capace di fare oggi? Ahinoi, è lontana anni luce quell’Italia che ha donato al mondo i fasti del rinascimento! Quell’Italia di geni come Leonardo, che non avrà inventato realmente il treno a vapore, come abilmente raccontato nella pellicola di Benigni e Troisi, ma da cui è dipesa l’innovazione tecnologica, artistica e culturale post-rinascimentale. Con un moto di orgoglio e di rimpianto lasciateci ricordare i nomi di politici e di intellettuali come i Machiavelli, i Turati, i Gramsci, i Croce, i Moravia, i Pasolini, gli Sturzo, solo per citarne alcuni, che hanno onorato il Bel Paese nel mondo. Senza dimenticare scienziati di fama internazionale, come Meucci e Marconi e, non ultimo, quel made in Italy che ha fatto invidia al mondo intero; per questo ci chiediamo se sia tanto complicato ritrovare quel filo d’Arianna che ci aiuti ad uscire dal labirinto dove ci siamo cacciati, e guardare di nuovo al futuro.

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