lunedì, 18 Ottobre, 2021

SOSPENSIONE

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Pausa per il vaccino AstraZeneca. lo ha deciso l’Agenzia italiana del farmaco Aifa che ha esteso in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’EMA, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 su tutto il territorio nazionale. Tale decisione è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei. Decisione anticipata dalla quella della Germania che ha proceduto a uno stop analogo. Lo ha reso noto il ministero della Salute. Lo stop, secondo la Bild, è stato deciso sulla base delle raccomandazioni del Paul-Ehrlich-Institut, che ritiene necessari ulteriori esami dopo le segnalazioni relative a episodi di trombosi cerebrale. Il quotidiano riporta anche le parole di un portavoce del ministero: l’agenzia europea del farmaco (Ema) deciderà “se e come i nuovi risultati condizioneranno l’approvazione del vaccino”.

 

La scorsa settimana Danimarca, Norvegia e Islanda avevano sospeso l’uso del farmaco, seguite da Bulgaria e Irlanda. Poche ore fa, la stessa decisione è stata presa dall’Olanda. Austria, Estonia, Lettonia, Lituania e Lussemburgo, sottolinea Bild, hanno bloccato l’uso di un lotto. Romania e Italia hanno acceso i riflettori su un altro lotto.

 

 

Per l’EMA nel vaccino anti-Covid di AstraZeneca “il rapporto tra benefici e rischi è considerato positivo e non vediamo alcun problema nella continuazione delle campagne di vaccinazione utilizzando questo vaccino”. Lo dice Marco Cavaleri, responsabile per la Strategia vaccinale dell’Agenzia europea del farmaco Ema, in audizione davanti alla Commissione Envi del Parlamento Europeo, a Bruxelles. “Nello stesso tempo – continua Cavaleri – stiamo esaminando tutti i dati, in particolare gli eventi letali che sono stati riportati, per tentare di capire se ci sono cluster specifici di casi intorno a certi tipi di patologie o allo status medico dei soggetti, per raffinare il rapporto benefici/rischi di questo vaccino”. Sul siero AstraZeneca “riceviamo dati dal Regno Unito. Come abbiamo già detto, stiamo rapidamente rivedendo tutte le evidenze di eventi tromboembolici con questo vaccino, per assicurarci di quale sia il rapporto tra benefici e rischi per l’uso di questo vaccino. Non riteniamo che le evidenze raccolte finora dimostrino che abbiamo davvero un rischio emergente che influenzi il rapporto benefici/rischi”, conclude.

 

Maraio: “Draghi nazionalizzi vaccini, così avrebbero fatto Craxi ed Andreotti

“Non possiamo essere prigionieri dei colossi industriali e legare le sorti del Paese ai vaccini Pfizer ed AstraZeneca”. Così il segretario del Psi in un post pubblicato su Facebook intervenendo sulla questione vaccini.  “I socialisti – ha aggiunto – chiedono a Draghi di fare il possibile per nazionalizzare la produzione. Costi quel che costi. È una posizione ideologica o di retroguardia? No è buonsenso, è difesa dell’Italia.
E non si liquidi la proposta con l’etichetta del populismo come capita ogni volta che si parla degli interessi nazionali. La Politica con la P maiuscola dei Craxi e degli Andreotti, la Politica della Prima Repubblica così avrebbe fatto”.

Italia zona rossa e arancione

Intanto l’Italia è entrata in zona rossa e arancione, con diversa suddivisione delle regioni a seconda del contagio. Unica regione bianca resta la Sardegna, Mezza Italia in zona rossa da oggi, l’altra metà in zona arancione, sparisce la zona gialla: ecco la stretta con regole e divieti per arginare la diffusione del coronavirus fino a Pasqua 2021 quando tutto il paese – dal 3 al 5 aprile- sarà area rossa. Il nuovo decreto varato dal governo da oggi, lunedì 15 marzo, prevede restrizioni e misure per spostamenti, scuola, seconde case, bar, ristoranti negozi, scuola, visite ai parenti e agli amici. Il quadro è completato dalle ordinanze che inseriscono in zona rossa Lazio, Lombardia, Campania, Molise, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto, la Provincia autonoma di Trento.

 

Il decreto

Il decreto, come ha reso noto Palazzo Chigi, prevede “l’applicazione, nei territori in zona gialla, delle misure attualmente previste per la zona arancione”. Con un’incidenza superiore ai 250 casi per 100.000 abitanti, scatta la zona rossa. Per il decreto, invece, è definita “l’applicazione delle misure attualmente previste per la zona rossa alle Regioni, individuate con ordinanza del Ministro della salute, in cui si verifichi una incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, a prescindere dagli altri parametri riferiti al colore della zona”. Le singole regioni, inoltre, possono adottare misure previste dalla zona rossa “nelle aree in cui la circolazione di varianti di SARS-CoV-2 determini alto rischio di diffusività o induca malattia grave”.

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