mercoledì, 12 Maggio, 2021

Vaticano, nuovo vigore per il potere temporale della Chiesa

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Ufficialmente, sempre per scopi essenzialmente religiosi, è la Segreteria di Stato a occuparsi delle relazioni esterne del Vaticano mentre l’Accademia ecclesiastica forma i sacerdoti inviati poi nelle Nunziature. Ma i viaggi e le missioni di Papa Bergoglio, al di là dell’aspetto ecclesiale, sono spesso vere e proprie esercitazioni di politica estera con riflessi sicuramente non trascurabili sugli equilibri mondiali. Nulla di nuovo ovviamente sul cosiddetto potere temporale della Chiesa che comunque con Papa Francesco sembra aver preso un nuovo vigore anche perché ogni tanto contrasta con gli interessi politici di qualche Nazione o rischia di creare qualche problema di rapporti internazionali. D’altra parte la dimensione universale della Chiesa cattolica con l’ attuale globalizzazione impedisce di seguire gli interessi dei singoli e prevede un approccio uniforme sulla scena mondiale. È per esempio il caso delle relazioni del Pontefice con l’ emisfero arabo. La visita che il sei marzo Papà Francesco effettuerà in Iraq rischia di travalicare l’ambito religioso e di creare qualche preoccupazione politica. Accogliendo un invito della Repubblica e della Chiesa cattolica locale, Bergoglio si recherà in Iraq con il programma di visitare Baghdad, la piana di Ur, dove visse Abramo, le città di Erbil e Mosul e la piana di Ninive. Una visita storica perché sarà la prima all’estero dopo lo scoppio della pandemia da coronavirus e la prima dopo decenni in Iraq, dove convivono musulmani e cattolici, anche se il numero di questi si è ridotto di due terzi proprio in seguito alle persecuzioni subite dagli sciiti. Nel programma è previsto anche un incontro con l’ayatollah Ali Al Sistani, attuale maggiore guida spirituale e politica irachena. L’ incontro ovviamente è già stato preparato: le due autorità religiose esprimeranno congiuntamente una condanna contro tutti coloro che si macchiano dell’uccisione della vita umana. Un incontro abbastanza scontato visti i rapporti che da tempo vi sono con i leader religiosi sciiti di origine iraniana. Ma un incontro che non farà certamente gioire né sarà sopportato dalla comunità sunnita che considera gli sciiti come il male principale dell’ Islam. E possibile invece che questo gesto di fratellanza e di pacificazione possa essere considerato provocatorio dall’ Islam sunnita in un mondo arabo già in fibrillazione per le divisioni interne e i rapporti con Israele. Soprattutto da parte americana la realpolitik della Santa Sede ha suscitato non poche perplessità sia per i rapporti del Papa con Putin, che sembravano propedeutici a un incontro a Mosca ,mai finora avvenuto, con la Chiesa ortodossa russa sia per quelli con la Cina alla luce dell’ ultimo recente accordo sulla libertà religiosa. Una realpolitik che però in Iraq potrebbe provocare reazioni sgradite da parte sunnita e quindi da parte di quegli Stati dove più intensa è la polemica religiosa all’interno del variegato credo musulmano. Starà al carisma e all’ abilità diplomatica di Papa Bergoglio superare questi problemi.

 

Alessandro Perelli

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