martedì, 20 Aprile, 2021

Inps: versamenti volontari, ecco gli importi. I dati dell’osservatorio sulle pensioni

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Versamenti volontari
GLI IMPORTI PER IL 2021

Con la circolare Inps del 16 febbraio scorso, n. 27 l’Istituto ha comunicato gli importi dei contributi dovuti per 2021 dai prosecutori volontari a seguito della variazione annuale dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Nel documento, sono analizzati in particolare le aliquote dei valori reddituali aggiornati e predisposte le tabelle di contribuzione da applicare, con effetto dal 1° gennaio 2021, per i versamenti volontari delle seguenti categorie di lavoratori: lavoratori dipendenti non agricoli; iscritti all’evidenza contabile separata del Fpld ((Autoferrotranvieri, Elettrici, Telefonici e dirigenti ex Inpdai) e iscritti al Fondo Volo e al Fondo dipendenti Ferrovie dello Stato S.p.a.; iscritti al Fondo speciale Istituto postelegrafonici (ex Ipost); iscritti alle gestioni degli artigiani e commercianti; iscritti alla Gestione separata.
La «volontaria» – come è noto – coinvolge numerosi ex lavoratori (soprattutto donne) che hanno scelto di continuare l’assicurazione pagando in proprio, con lo scopo di maturare comunque il diritto alla pensione. La contribuzione volontaria infatti rappresenta uno strumento molto utile per chi vuole andare in quiescenza; con il versamento dei contributi volontari, difatti, coloro che hanno cessato – o comunque interrotto – un’attività di lavoro, possono assicurarsi il perfezionamento dei requisiti necessari ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione, o anche per incrementare il montante contributivo e – di conseguenza – l’importo dell’assegno previdenziale.
A differenza dei contributi figurativi, accreditati gratuitamente dall’Inps su richiesta dell’interessato, per il versamento dei contributi volontari c’è un onere da corrispondere che dipende dalla retribuzione del lavoratore, nonché dal settore di appartenenza.
Da un’occhiata sommaria alle tabelle, i cui parametri sono indicati nella predetta apposita circolare Inps, si nota facilmente come costa sempre di più «farsi» una pensione da soli, per chi si è ritirato prima del tempo dall’attività lavorativa. Non solo, ma in passato la sola autorizzazione al versamento ha costituito un ottimo scudo per difendersi dalle novità in materia di requisiti pensionistici. Dopo la riforma Monti-Fornero, ora non è più così.
Valori 2021. Le somme da versare differiscono a seconda della decorrenza dell’autorizzazione: prima o dopo dicembre 1995. L’ammontare del contributo volontario si ottiene, infatti, applicando alla retribuzione di riferimento (quella dell’ultimo anno di lavoro) l’aliquota contributiva vigente che per gli ex dipendenti è pari al 27,87%, se autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 33% per tutti gli altri autorizzati successivamente.
Esiste anche una retribuzione base (minimale), pari al 40% del minimo di pensione mensile. Pertanto, per l’anno 2021, vengono confermano i seguenti parametri:
la retribuzione minima settimanale è pari a euro 206,23; la prima fascia di retribuzione annuale oltre la quale è prevista l’applicazione dell’aliquota aggiuntiva dell’1% (art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito dalla L. n. 438/1992) è pari a euro 47.379,00; il massimale di cui all’articolo 2, comma 18, della legge 8 agosto 1995, n. 335, da applicare ai prosecutori volontari titolari di contribuzione non anteriore al 1° gennaio 1996 o che, avendone il requisito, esercitino l’opzione per il sistema contributivo, è pari a euro 103.055,00.
Questi importi sono da intendere per il riscatto di una settimana lavorativa. Il pagamento dei contributi volontari può avvenire in tre modi diversi: 1) utilizzando il bollettino Mav (pagamento mediante avviso); 2) online, sul sito internet www.inps.it; 3) telefonando al numero verde gratuito 803.164, utilizzando la carta di credito;
Uno scudo perforato. La possibilità di versare volontariamente in occasione delle precedenti riforme ha sempre costituito una vera e propria polizza assicurativa. A cominciare dall’elevazione del minimo di contributi richiesto per la vecchiaia, innalzato da 15 a 20 anni dalla riforma Amato del 1993, dove è prevista la conservazione dei «vecchi» 15 anni in favore dei soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria entro il 31 dicembre 1992. Per non parlare dei famosi «blocchi» temporanei delle pensioni di anzianità, avvenuti più volte tra il 1994 e il 1998, che in questi casi non hanno trovato applicazione,
Ora la musica è cambiata. Solo un ristretto numero di contribuenti volontari è infatti riuscito a rientrare nella schiera dei cosiddetti “salvaguardati” dall’inasprimento dei requisiti pensionistici della riforma Fornero. Ciò non toglie che la richiesta di autorizzazione alla volontaria, alla cessazione o sospensione dell’attività lavorativa, sia inutile. Non costa nulla e non è comunque impegnativa.

 

Osservatorio sulle pensioni
INPS: PUBBLICATI I DATI DEL 2020

È stato recentemente pubblicato l’Osservatorio sui trattamenti pensionistici erogati dall’Inps che analizza i dati delle pensioni vigenti al 1° gennaio 2021 e liquidate nel 2020.
Le pensioni vigenti al 1° gennaio 2021 e liquidate dall’Istituto nel 2020 sono 17.799.649, di cui 13.816.971 (77,6%) di natura previdenziale (vecchiaia, invalidità e superstiti) e le restanti 3.982.678 (22,4%) di natura assistenziale (invalidità civili, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali). Nel 2020 la spesa complessiva annua per le prestazioni pensionistiche è stata pari a 212,9 miliardi di euro, di cui 190 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali e 22,9 miliardi da quelle assistenziali.
Il 48,9% delle pensioni è in carico alle gestioni dei dipendenti privati, delle quali quella di maggior rilievo (94,7%) è il Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld), che gestisce il 46,3% del complesso delle pensioni erogate e il 59,1% degli importi in pagamento. Le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 28% delle pensioni, per un importo in pagamento del 24,2%, mentre le gestioni assistenziali erogano il 22,4% delle prestazioni con un importo in pagamento pari al 10,8% del totale. Nel 2020 sono state liquidate 1.182.971 trattamenti pensionistici,, delle quali il 40,7% di natura assistenziale.
Gli importi annualizzati, stanziati per le nuove pensioni liquidate del 2020 ammontano a 13,4 miliardi di euro, che rappresentano circa il 6,3% dell’importo complessivo annuo in pagamento al 1° gennaio 2021.
La distribuzione territoriale degli importi erogati
L’area geografica che registra la percentuale più alta di prestazioni pensionistiche al 1° gennaio 2021 è l’Italia settentrionale con il 47,73%, al centro viene erogato il 19,34% delle pensioni mentre in Italia meridionale e nelle isole il 30,8%; il restante 2,13% (378.479 trattamenti) viene erogato a soggetti residenti all’estero.
L’importo medio mensile della pensione di vecchiaia è di 1.271,04 euro e presenta il valore più elevato nel settentrione con 1.338,24 euro. Gli uomini percepiscono pensioni mediamente più elevate rispetto alle donne, arrivando a essere quasi il doppio (+87,9%) nel settentrione per la categoria “vecchiaia”.

 

Requisiti e istruzioni
CONTRATTO DI ESPANSIONE E INDENNITA’ MENSILE

Con la circolare Inps del 24 marzo scorso, n. 48, l’Istituto ha illustrato le disposizioni in materia di indennità mensile erogabile ai dipendenti di imprese che hanno stipulato un contratto di espansione, che risolvono il rapporto di lavoro e si trovano a non più di 60 mesi dalla prima decorrenza utile per la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata.
L’indennità mensile decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di risoluzione del rapporto di lavoro e viene corrisposta fino alla data di raggiungimento della prima decorrenza utile per la pensione.
La circolare riporta i requisiti richiesti alle imprese e le indicazioni per la stipula del contratto di espansione, subordinato alla sottoscrizione di un accordo tra il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali aziendali e alla successiva adesione da parte del lavoratore. La cessazione del rapporto di lavoro si configura pertanto come una risoluzione consensuale.
Per quanto attiene l’indennità mensile, vengono indicati i requisiti per i lavoratori, le caratteristiche della prestazione, il programma annuale di sodo e le modalità di presentazione all’Inps, da parte del datore di lavoro, dell’accordo sottoscritto e del “Modello di accreditamento e variazioni”.
Nella circolare, inoltre, vengono fornite le informazioni sulla liquidazione della prestazione, sulla compilazione del flusso Uniemens, sullo svolgimento di attività lavorativa durante il periodo di fruizione dell’indennità e sulla liquidazione della pensione di vecchiaia o anticipata.

 

Carlo Pareto

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