lunedì, 10 Maggio, 2021

Verso il 6 maggio, Londra specchio della politica UK

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Una importante verifica su dove stia andando politicamente l’Inghilterra, dopo la Brexit, si avrà giovedì 6 maggio, data prevista per importanti elezioni amministrative. Boris Johnson da una parte e Keir Starmer dall’altra affronteranno test che la diranno lunga sullo stato di salute di conservatori e laburisti. La sfida più eclatante, ovviamente, si disputa nella capitale. A Londra si affronteranno il sindaco uscente Sadiq Khan e Shaun Bailey insieme a candidati minori. La campagna elettorale si è svolta soprattutto sul tema della sicurezza delle strade di Londra con il conservatore Bailey a richiedere una maggiore presenza di poliziotti e telecamere e il laburista Khan a rimarcare l’aspetto meramente propagandistico di tali richieste. La polemica si è ripetuta sulla gestione della pandemia giudicata da Bailey troppo rigorosa e restrittiva mentre Khan ha fatto notare i buoni risultati ottenuti grazie a queste misure. L’impressione è che difficilmente Boris Johnson riuscirà a strappare questa città ai laburisti nonostante abbia cercato in tutti i modi di accostare la sua persona, in questo momento vincente, al candidato conservatore. Ma il 6 maggio si voterà anche in Scozia per il rinnovo del “Parlamento” locale. La Premier Nicola Stargeon con il suo Scottish National Party aspira ad ottenere la maggioranza assoluta. Se ciò accadrà sarà un pessimi segnale per il Governo di Boris Johnson in quanto sarà quasi scontata la richiesta per un secondo referendum per l’indipendenza. I sondaggi sembrano andare in questa direzione e il disappunto degli scozzesi per la Brexit e la più volte ribadita richiesta della Stargeon di rimanere nell’Unione Europea avrebbe da questo voto un nuovo rilancio. Ma i problemi riguardano anche i laburisti e la nuova leadership di Keir Starmer. Si voterà infatti anche In molte città del nord est inglese, toccate dal Mare del Nord, un territorio generalmente inviso alle fortune dei conservatori, con un tasso di disoccupazione tra i più alti e con numerosi problemi di ordine sociale. Ma proprio qui la fronda interna del Labour, rimasta sulle posizioni oltranziste e estremiste di Jeremy Corbyn, ha presentato alla carica di sindaco, propri candidati alternativi a quelli ufficiali del partito. Un segnale preoccupante per i laburisti ma anche per la leadership di Starmer e per la sua scelta moderata e riformista. Un regalo a Boris Johnson che di aggiunge ai positivi riscontri ottenuti nell’opinione pubblica per i miglioramenti ottenuti nella lotta alla pandemia da coronavirus e l’allentamento di molte delle restrizioni imposte. E a Starmer non serve ricordare i molti errori commessi proprio dal Governò conservatore nella fase iniziale dell’infezione. Il voto di domenica sarà quindi utile per capire quanto la strategia di opposizione costruttiva adottata dal capo dei laburisti sia stata accolta con favore dall’elettorato inglese.
Lo sforzo di ricucire la frattura tra radicali e moderati all’interno del Labour e di concentrarsi più sulle proposte programmatiche che sugli attacchi a Boris Johnson rischia di subire una brusca frenata in caso di un successo dei candidati conservatori.

Alessandro Perelli

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