lunedì, 21 Giugno, 2021

Vertenza Enel. Mancuso (Cisl): “Fermate le esternalizzazioni”

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“Abbiamo dimostrato di avere consapevolezza della delicatezza e della difficoltà del momento che stiamo vivendo. Come Flaei-Cisl, siamo stati coerenti con la nostra storia e la nostra mission, facendo prevalere la responsabilità sugli interessi di parte, tutelando il futuro della politica energetica italiana, scelta strategica che non può vedere il sindacato assente”.

Salvatore Mancuso, segretario generale della Flaei-Cisl ovvero del comparto delle aziende elettriche, commenta così l’accordo trovato con Enel che ha fermato lo sciopero fissato per il 17 dicembre per protestare contro l’esternalizzazione dei servizi”

 

Segretario Mancuso da cosa nasceva la protesta portata avanti insieme alla Cgil e alla Uil?

“Dalla necessità di far sentire la voce dei lavoratori del comparto rispetto a un processo – quello di esternalizzazione – che mortificherebbe il valore e la professionalità riconosciuta sul campo dei nostri lavoratori, già costretti a orari impegnativi, straordinari faticosi, indirizzandoli verso una prospettiva pericolosa per l’occupazione”.


Perché questa partita è così strategica?

“Bisogna essere consapevoli dell’importanza sempre più strategica che la rete elettrica andrà assumendo in questa fase di transizione energetica in vista della chiusura delle grandi centrali a carbone. Questo comporterà l’esigenza di mantenere al meglio la rete per portare energia nelle case in condizioni ottimali: sia attraverso investimenti, ma soprattutto con il mantenimento dei livelli occupazionali. Esternalizzare attività fondamentali penalizza la qualità del lavoro assicurata dal personale interno che è altamente specializzato, diversamente dagli operatori delle ditte esterne”.

 

E’ possibile ridefinire il comparto senza andare a discapito dei lavoratori?

“Senz’altro. Una ridefinizione del comparto si può perfettamente conciliare con la modernizzazione degli impianti e delle reti. In una parola, la riorganizzazione aziendale non può passare sulla pelle dei lavoratori a discapito della qualità delle prestazioni, del servizio e della sicurezza del lavoro. Il personale interno non soltanto va mantenuto ma perfezionato. I nostri lavoratori sono sotto stress, costretti a turni massacranti, perché le reti invecchiano e risentono anche molto del clima. Se prima certi eventi atmosferici che potevano danneggiare le reti erano straordinari, oggi sono invece ordinari e quindi è necessario anche cambiare le modalità di lavoro”.

 

Siete riusciti a fare breccia nelle resistenze dell’azienda?

“Partiamo da un presupposto. Nonostante la carenza di personale, anche in questo periodo così drammatico i lavoratori di E-Distribuzione hanno garantito sicurezza e continuità di un servizio pubblico essenziale, pagando anche un prezzo importante. Grazie all’accordo raggiunto con Enel l’11 dicembre l’azienda ha raccolto la nostra sfida, ha fermato le esternalizzazioni e aperto una fase nuova. Per questo abbiamo revocato lo sciopero nazionale indetto, insieme a Cgil-Filctem e Uiltec, per il 17 dicembre. Evidentemente lo sciopero del 19 novembre, con l’adesione del 90% dei lavoratori operativi, è stato efficace”.

 

Cosa accadrà ora?

“L’azienda non procederà più alla esternalizzazione delle manovre e sulle reperibilità di zona; ha confermato investimenti per il prossimo triennio di ben 14 miliardi, fondamentali per lo sviluppo delle energie rinnovabili e la digitalizzazione della rete. E poi, le nuove assunzioni: al momento fissate nella cifra di 900 unità.

Credo che questo sia un buon inizio. Parlo di buon inizio perché quello che si annuncia è un nuovo corso. Abbiamo posto con l’azienda le condizioni concrete di un nuovo dialogo, di una nuova condivisione, una nuova partecipazione. Il nostro compito da oggi in poi, come sindacato, sarà ancora più gravoso. Se da una parte abbiamo dimostrato realismo, ribadendo di non essere legati a una vecchia concezione del lavoro, dall’altra siamo pronti a far partire una grande operazione-trasparenza. Saremo i “vigilantes quotidiani dell’accordo”. Monitoreremo passo per passo, verificando il rispetto degli impegni”.

 

Si tratta di un passo verso un modello partecipativo?

“Di sicuro prendiamo atto dell’apertura del nuovo direttore di Enel-Mondo che ha stilato con noi un protocollo d’avanguardia, apripista di un nuovo modello di relazioni industriali, ma i lavoratori del comparto non vogliono solo promesse, si aspettano i fatti. E noi ci siamo e ci saremo. La “nuova Enel” dipende da tutti: dal sindacato, dai lavoratori e dai vertici aziendali. Il passo in avanti dobbiamo farlo collettivamente. L’energia elettrica è un bene prezioso che va tutelato, un bene pubblico. Avere un servizio all’altezza dei tempi è un diritto per i cittadini, un dovere per noi”.

 

 

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