martedì, 18 Maggio, 2021

Via Francigena, un percorso di sviluppo sostenibile

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Tra pochi mesi saranno trascorsi 20 anni da quando nel 2011 il Consiglio d’Europa ha posto il sistema delle vie Francigene sotto la tutela dell’Associazione Europea delle vie Francigene perché lo valorizzi come patrimonio delle identità culturali d’Europa. Snodo delle vie tra Santiago di Compostela, Roma e Gerusalemme, i percorsi francigeni sono storia che vive nel presente per essere trasformata in esperienze di sviluppo sostenibile e di formazione dei giovani europei. Ma si fatica ancora a comprenderne la portata. Le Regioni però cominciano ad attrezzarsi e sorgono Comitati. Il Comitato “Via Francigena del Sud” realizza esperienze di conoscenza e di benessere che si fanno turismo e che la pandemia non ostacola.
In Puglia per esempio si ripercorrono i cammini che per chilometri attraversano la pseudo-steppa murgiana, sugli itinerari degli uccelli migratori, del lupo e della volpe, nelle residenze dell’orchidea selvatica e degli ulivi, tra le masserie storiche e i trulli, i dolmen e le tombe protostoriche, ed entrano nel Parco nazionale dell’Alta Murgia accostando i muretti di pietra a secco e le torri di avvistamento, incontrando le abbazie, le cattedrali nei centri storici di città antichissime e contemporanee. Così domenica 18 ottobre con il patrocinio di “Cammini d’Europa” e Touring Club Italiano, ha avuto inizio l’“Autunno camminando lungo la via Francigena del Sud” tra Andria, Corato, Ruvo e Bitonto.

 

Una via Francigena vera e propria non esiste. È esistito invece per gran parte del Medioevo un fascio di percorsi tenuti insieme dalla medesima destinazione, Roma. Percorsi stabiliti da antichi tracciati, oppure creati dagli stessi pellegrini in viaggio verso il centro della cristianità occidentale. Percorsi che nei secoli si sono sostituiti gli uni agli altri, integrandosi, come si è presto differenziata e integrata la stessa tipologia dei pellegrini, non più solo religiosi, ma commercianti, guerrieri e uomini di cultura.
Il primo itinerario di cui si abbia notizia è nel racconto del viaggio del vescovo Sigerico di Canterbury, nel 990 da Roma alla sede vescovile in Inghilterra. Il monaco Bernardo aveva peraltro già esteso il pellegrinaggio ai luoghi santi oltre la sede di Pietro, lasciando testimonianza scritta del viaggio che nell’867 lo aveva condotto dall’abbazia benedettina di Mont-Saint-Michel prima a Roma e da qui a Taranto e a Gerusalemme, per un lungo tratto interno segnato dalle vie Appia e Traiana.

Nel tempo si strutturarono tre direttrici fondamentali: una dal Nord Europa attraverso i passi alpini verso Roma, un’altra da Roma e dall’Europa mediterranea verso Santiago di Compostela, una terza dall’Europa del Nord e dell’Ovest verso i porti pugliesi di Taranto e di Brindisi con destinazione Terra Santa. Questo è il sistema plurale delle vie Francigene, unito dalla storia naturale e culturale di un territorio e delle sue popolazioni.

 

Claudio Rocco

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