domenica, 28 Novembre, 2021

Viaggio nell’«Alfabeto delle Emozioni» con Stefano Massini

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L’«Alfabeto delle Emozioni» di Stefano Massini è un monologo sull’uomo di oggi. Attraverso un viaggio profondo e al contempo ironico nei sentimenti, il drammaturgo discute di un immaginario alfabeto cui attribuisce un’emozione (P come Paura, F come Felicità, M come Malinconia…). Al Teatro Persiani di Recanati (Mc), lo scorso 20 novembre, alle 21.30, il pubblico ha applaudito a lungo l’interpretazione dello scrittore e drammaturgo fiorentino.
Massini ha sentito vicina la scrittura drammaturgica di Pirandello perché il suo spettacolo è stato costruito sui principi dell’umorismo. Sebbene i suoi discorsi abbiano dialogato con la tradizione della letteratura da Shakespeare a Neruda. Nelle rappresentazioni pirandelliane, si è parlato spesso di cerebralismo perché i personaggi tentavano di trovare una risposta al disagio della civiltà moderna. Il progresso aveva reso l’uomo incapace di distinguere la realtà dalla finzione, creando un cortocircuito emozionale.
Massini cerca la ragione dell’agire dell’uomo emancipato che definisce le sue emozioni solo con poche parole: paura, dolore, amore. Occorre, pertanto, riconoscerle per dare spazio a quella parte di noi che ci chiede di essere diversi. In altre parole, il sentimento del contrario che permette, attraverso la riflessione, di vedere la realtà con occhi nuovi.
Il personaggio di Massini è all’incirca come «L’uomo senza qualità» di Robert Musil, ammalato di volontà e incapace di distinguere il bene dal male. Massini si è presentato in palcoscenico in abiti sportivi: pantaloni, maglia-camicia e scarpe da tennis. Non è la semplicità del suo abito, che avrebbe salvato la serata, ma la sua recita e la sua passione per il teatro e la voglia di cambiare il mondo.
Sorprende che non sia stata creata una formula Massini-Pirandello per la particolare visione del mondo con cui l’attore desidera affrontare la vita e infrangere le convezioni, gli schemi e gli stereotipi di cui parla in palcoscenico.

 

Andrea Carnevali

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