domenica, 26 Settembre, 2021

Viviamo con la spada di ‘Delta’ sulla testa

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Ormai è l’argomento degli argomenti, da quasi due anni non c’è conversazione tra persone che non comprenda due parole sulla pandemia: vuoi perché ci ha colpiti direttamente, o sfiorato in quanto è successo ad un conoscente che ci ha lasciato la vita, oppure anche solo per la preoccupazione di non poter curare una malattia pregressa non grave, ma che potrebbe diventarlo se trascurata; il tema rimane sempre il Covid e a catena le conseguenze sulla altre patologie. Solo che in questo caso chi non può permettersi un medico a pagamento deve fare un ‘tragitto‘ ospedaliero lunghissimo, un po’ come andare a Santiago di Compostela! Quindi mi pongo la domanda: sarà tutto vero quello che ci sta capitando? non lo so. Penso invece che la vita del 90% delle persone sia radicalmente cambiata…a parte l’élite del rimanente 10% che con la pandemia pare abbia trovato davvero la mitica città di El Dorado, lastricando i viali delle loro abitazioni tutti d’oro. La cosa è curiosa, a noi poveretti rimproverano decine di migliaia di morti, come se fosse la conseguenza dei nostri comportamenti, nonostante ciò nessuno ci ha ancora detto se siano decedute solo a causa del virus, oppure a causa delle patologie croniche non abbiano retto alle sopraggiunte complicanze pandemiche. Pongo la domanda, a cui peraltro mi pare ancora non sia stata data una risposta esaustiva: vorrei sapere, non essendo medico, se per esempio, un cardiopatico contraesse una polmonite con conseguente affaticamento, le possibilità di morire per mancanza di ossigeno aumenterebbero?! La riflessione nasce in quanto, mentre le strutture sanitarie private, grazie soprattutto al vaccino, hanno ripreso la loro normalità, negli ospedali pubblici, a meno che non ci sia una grave emergenza…ed in quel caso ti scaricano al Pronto Soccorso, le attività diagnostiche non sono ancora completamente riattivate. La cosa curiosa, che desidero ancora sottolineare, è che se ti rivolgi alle strutture private, come per incanto, trovi che tutto è tornato efficiente routine; anzi, direi che l’assistenza sanitaria a pagamento non è mai venuta meno! Eminenti studiosi pensano che le aspettative di vita non siano diminuite solo perché abbiamo avuto oltre 130.000 morti che hanno subito la disavventura di contrarre anche il virus, oppure solo a causa del virus; accidenti, questo ancora non è chiaro: sono deceduti tutti per Covid-19, oppure il Covid-19 è stato una componente nefasta delle patologie pregresse che ne ha accelerato il decesso?! Lo chiedo perché nel secondo caso sarebbe come negare che una persona sia deceduta per arresto cardiocircolatorio; infatti, credevo che tutte le morti fossero da attribuire al fatto che il cuore smettesse di battere. Oggi, invece, con la pandemia, sembra che questa causa ineluttabile di morte per arresto cardio circolatorio voglia essere estesa anche al Coronavirus! Forse è per tale motivo che da molto tempo viviamo con la spada di ‘Delta’ sulla testa. Dopo migliaia di anni abbiamo esteso le ragioni di morte per arresto cardiaco, anche per sopraggiunto Covid, poi se il cuore continua a battere è un fatto secondario, perché è stato già certificato che il paziente è deceduto…e magari per sicurezza pure cremato all’insaputa dei suoi cari!

Angelo Santoro

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