domenica, 26 Settembre, 2021

Voto M5S, Conte verso l’incoronazione ma c’è malumore

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L’Avvocato del popolo rischia di scivolare proprio sulla bilancia della Giustizia. “Nel nuovo corso del M5S la presenza compatta sarà la cifra della nostra forza politica. Sulle assenze mi sono espresso ieri: non mi piacciono. Ma la fiducia è assicurata”, dice Giuseppe Conte in un’intervista e rassicura la Ministra della Giustizia, incontrata stamani alla commemorazione di Bologna, che i suoi saranno fedeli nella chiama alla Camera che partirà oggi alle 22.30 e si concluderà intorno alle 2.30 di questa notte.
Il regolamento della Camera prevede una coda che andrà in scena domani mattina: si dovranno esaminare gli ordini del giorno e ascoltare le relative dichiarazioni di voto. E infine l’ultimo passaggio: il voto finale di approvazione del testo.
Il Governo ha posto la fiducia sulla Riforma che di fatto mette in soffitta quella voluta dal Guardasigilli precedente, nonché uno dei pilastri del Movimento: il giustizialismo.
Ma a preoccupare l’ex Presidente del Consiglio non è solo il voto alla Camera che potrebbe spaccare definitivamente i pentastellati. Oggi e domani, poi, per Conte ci sarà la prima sfida concreta, il voto della Rete sullo Statuto. Difficile che i sì superino il quorum (maggioranza degli aventi diritto al voto) già al primo turno ma, se così fosse, per l’ex premier sarebbe il successo. Poi, al ritorno dalle vacanze ci sarà il voto su Conte presidente. I 5s votano su Skyvote per il nuovo Statuto voluto proprio dall’ex premier: è il primo test per Conte. In quest’occasione si vedrà il vero peso politico di Giuseppi all’interno del Movimento che lo ha portato alla Presidenza del Consiglio, ma che adesso fatica ad istituzionalizzarsi come vorrebbe il suo leader.
Si punta al 70 per cento dei voti a favore dell’ex premier che già ieri si è dovuto misurare con la volubilità dei cinquestelle alla Camera. Per l’occasione arriva la prima defezione targata M5S al ddl delega di riforma del processo penale: Alessandro Melicchio ha votato a favore delle pregiudiziali di costituzionalità presentate dal partito di Giorgia Meloni e Alternativa c’è, gruppo di ex grillini fuoriusciti dal Movimento.
Ma mentre Melicchio ha votato, altri parlamentari M5S per protesta non hanno partecipato al voto: sono ben 41 e sono pezzi importanti della Buvette. Tra loro il capogruppo in commissione Giustizia Eugenio Saitta, l’ex sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, e per ultimi, ma non per importanza l’ex sottogretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e l’ex ministra Giulia Grillo.

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Riguardo l'Autore

Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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