sabato, 25 Settembre, 2021

Welfare, congedo parentale e il voucher baby sitter in aiuto a famiglie con figli minori

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Welfare
IL NUOVO CONGEDO PARENTALE
Tra le misure adottate nel recente, nuovo Decreto Cura Italia rientrano anche il congedo parentale e il voucher baby sitter per cercare di aiutare le famiglie con figli minori ora a casa da scuola.
Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativo dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita. È rivolto a lavoratrici e lavoratori dipendenti (sono esclusi dall’indennità i genitori disoccupati o sospesi, i lavoratori domestici e a domicilio).
Congedo parentale straordinario
Il nuovo strumento giuridico adottato dal governo introduce il congedo parentale straordinario per un totale complessivo di 15 giorni, cumulativi, frazionabili e da fruire non contemporaneamente fra i due genitori che lavorano.
Per i giorni di congedo parentale straordinario retribuito è prevista una retribuzione pari al 50% dello stipendio oppure pari a 1/365 del reddito nel caso in cui i genitori siano iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps (sono inclusi i lavoratori autonomi).
Sia il congedo parentale che il voucher baby sitter sono misure retroattive, utilizzabili a partire dal 5 marzo: ovvero, i genitori che hanno preso dei congedi “classici” possono riconvertirli con questi nuovi strumenti.
A chi spetta
Possono essere ammessi a godere del congedo parentale i genitori (e affidatari) per i figli fino ai 12 anni (con retribuzione al 50%) oppure con figli fra i 12 e i 16 anni (a retribuzione zero).
La fruizione di questo congedo, si legge nel decreto, “è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore”.
Per ottenerlo, quindi, entrambi i genitori devono lavorare e “nel nucleo familiare non deve essere presente altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa”.
Non vi sono limiti di età, invece, (un dato importante da sottolineare) in caso di persone con disabilità.
Congedo parentale e divieto di licenziamento
Nell’ipotesi di genitori lavoratori dipendenti del settore privato, con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni, l’astensione dal lavoro per il periodo di chiusura delle scuole prefigura anche il divieto di licenziamento e il diritto alla conservazione del posto di lavoro, purché non vi sia altro genitore titolare di strumenti di sostegno al reddito o collocato in modalità di lavoro agile
Congedo parentale straordinario non retribuito
Anche i genitori di bambini e ragazzi di età compresa tra i 12 e i 16 anni possono richiedere un congedo parentale straordinario. In questa fattispecie, però, l’assenza non sarà retribuita. I 15 giorni massimi di vacanza dal lavoro non figureranno dunque come ferie, ma non saranno riconosciuti nemmeno al 50% in busta paga, come nel caso invece del congedo retribuito. Non avranno nemmeno il riconoscimento di contribuzione figurativa.

Welfare
IL NUOVO VOUCHER BABY
Tra le varie misure per far fronte all’emergenza coronavirus, il governo ha inserito nel maxi decreto “Cura Italia” uno stanziamento di circa 700 milioni di euro per il congedo parentale straordinario di 15 giorni e per il voucher baby sitter 2020.
Cos’è
Si tratta di un bonus di 600 euro destinato ai nuclei familiari con minori fino ai 12 anni di età, da utilizzare per il servizio di baby sitting a cui sempre più genitori devono far ricorso con le scuole chiuse fino al prossimo 3 maggio (ma c’è chi non esclude che lo stop possa proseguire anche oltre quella data). Può essere richiesto dalle famiglie con bambini di età inferiore a 12 anni soltanto in alternativa al congedo parentale.
“Per l’anno 2020 – recita infatti testualmente la norma – è riconosciuta la corresponsione di un bonus di 600 euro ai nuclei familiari con figli minori fino a 12 anni di età per l’acquisto di servizi di babysitting per fare fronte agli oneri relativi alla sospensione dei servizi educativi per l’infanzia, di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e delle attività didattiche nelle scuole primarie e secondarie di primo grado“.
Quanto vale
Il bonus massimo è di 600 euro per figli fino ai 12 anni di età. Tutele maggiori sono previste per il personale infermieristico, per medici, tecnici, ricercatori e tutti gli operatori sanitari in prima linea contro l’emergenza coronavirus. L’importo massimo arriva per tali categoria di lavoratori a 1.000 euro.
La somma riconosciuta va utilizzata mediante il libretto di famiglia Inps, lo stesso strumento già usato in precedenza per il pagamento delle prestazioni occasionali dei collaboratori domestici.
Requisiti per ottenere il bonus
Per essere ammessi a beneficiare del voucher sono prefigurate due condizioni da soddisfare: entrambi i genitori devono lavorare e la baby sitter deve essere regolarmente assunta. Particolare non da poco, dato che il lavoro domestico (e quello della baby sitter in particolare) è in Italia tra quelli in cui è più diffuso il nero. Se non lo si è già fatto, dunque, si deve mettere in regola la baby sitter facendo riferimento al Ccnl sulla disciplina del lavoro domestico.

Coronavirus
LE NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LEGGE 104
Tra le tante misure varate nel Decreto Cura Italia c’è un ampio pacchetto di aiuti alle famiglie, con l’arrivo del congedo parentale speciale, il voucher baby sitter, l’integrazione salariale, e non solo. Il Governo ha infatti deciso di venire incontro anche ai cittadini lavoratori invalidi e alle loro famiglie, estendendo i permessi introdotti dalla legge 104, che sono passati dagli attuali 3 giorni al mese a 12 giorni cumulativi per i mesi di marzo e aprile.
L’aumento dei giorni di permesso è previsto attualmente per due mesi, ma non si esclude un nuovo provvedimento per la proroga delle misure. Chi lo ritiene quindi potrà accedere alla richiesta dei permessi per molte più giornate rispetto a quelle consentite nel nostro sistema ordinario di welfare.
Le novità
Per fronteggiare l’emergenza coronavirus, il dl approvato il 16 marzo ha esteso così il numero dei permessi legge 104 fruibili. Per i mesi di marzo ed aprile salgono ad un totale di 18 i giorni di congedo 104. Ai 3 giorni mensili riconosciuti in via ordinaria si aggiungono ulteriori 12 giornate cumulative.
Nello specifico, è l’articolo 24 del Decreto Legge n. 18 a stabilire che:
“Il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.
2. Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto al personale sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell’emergenza Covid-19 e del comparto sanità.”
I 12 giorni di permessi legge 104 in più sono dunque da considerarsi cumulativi per il mese di marzo ed aprile.
A chi spettano
Normalmente, per legge, competono 3 giorni al mese (frazionati in ore, anche continuativi) di permessi. A richiederli possono essere i lavoratori dipendenti: genitori (anche se adottivi o affidatari); coniuge (o parte dell’unione civile); convivente; parenti e affini entro il 2° grado; il disabile stesso.
Il diritto ai permessi si estende ai parenti o affini entro il 3° grado se i genitori, il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente hanno compito 65 anni di età ovvero sono anch’essi affetti da patologie invalidanti a carattere permanente, sono deceduti o mancanti.
Come richiederli
La domanda di autorizzazione per i permessi retribuiti legge 104 deve essere presentata all’Inps (online o tramite patronato). Deve essere redatta su un apposito modulo, reperibile sul portale web dell’ente. Le modalità di richiesta di autorizzazione sono le seguenti:
online – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite Pin attraverso il portale dell’istituto – servizio di “Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito”;
facendo ricorso ai Patronati – mediante i servizi telematici offerti dagli stessi;
tramite Contact Center Multicanale – attraverso il numero 803164 gratuito riservato all’utenza che chiama da telefono fisso e il numero 06164164 con tariffazione a carico dell’utenza chiamante abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari.
Una volta ottenuto il nullaosta dall’Inps, il dipendente può assentarsi dal lavoro per prestare assistenza al familiare, così come può farlo il disabile. La retribuzione dei giorni di permesso è totalmente a carico dell’Ente di previdenza, viene solo anticipata dal datore di lavoro.
Importante: il datore di lavoro non può opporsi alla concessione degli specifici permessi se comunicati in tempi ragionevoli.


Inps

INDENNITA’ COVID-19 LAVORTORI AUONOMI: VIA AI PAGAMENTI
Il decreto-legge 17 marzo 2020, n.  18, cosiddetto “Cura Italia”, ha introdotto, tra le altre misure, alcune indennità di sostegno in favore dei lavoratori le cui attività risentono dell’emergenza epidemiologica dovuta al Covid-19.
Le indennità Covid-19 previste per il mese di marzo e aprile 2020 sono le seguenti: Indennità liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi; Indennità lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria; Indennità lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali; Indennità lavoratori agricoli; Indennità lavoratori dello spettacolo.
I trattamenti economici hanno importo pari a 600 euro, non sono soggetti ad imposizione fiscale, non sono tra essi cumulabili e non sono riconosciuti ai percettori di reddito di cittadinanza. Tali indennità sono compatibili e cumulabili, invece, con le erogazioni monetarie derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, con i premi ed i compensi conseguiti per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica, nonché con le prestazioni di lavoro occasionale – di cui all’art. 54 bis del decreto-legge n. 50 del 2017, convertito con modificazioni dalla Legge n. 96 del 2017 – nei limiti di compensi di importo non superiore a 5.000 euro per anno civile.
L’Istituto di previdenza al riguardo ha informato di avere avviato le procedure di pagamento delle indennità di 600 euro prefigurate dal decreto-legge 18/2020 (Cura Italia). Un sms o una email dell’Inps comunicherà agli interessati l’accredito della somma sul conto corrente bancario o l’ufficio postale indicati all’atto della domanda.

Carlo Pareto

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