venerdì, 14 Maggio, 2021

Whirpool, lavori in piazza contro la chiusura

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Tanti i lavoratori scesi in piazza Dante a Napoli, per protestare contro la chiusura dello stabilimento della Whirpool. La manifestazione, organizzata da Cgil, Cisl e Uil è iniziata puntuale questa mattina per sostenere lo sciopero generale di quattro ore dell’industria e del terziario e per chiedere un piano di sviluppo per Napoli e per il Mezzogiorno.

Il primo atto dell’iniziativa è dedicato proprio allo stop produttivo deciso dalla multinazionale per la sede di via Argine. Sul palco le lavoratrici della fabbrica hanno intonato un canto di lotta di origine cilena, seguite dagli interventi dei delegati delle varie categorie, quelli dei segretari delle organizzazioni dei metalmeccanici.

La manifestazione si è svolta nel rispetto delle norme anti-Covid. Nell’area davanti al palco, delimitata da transenne, circa quattrocentocinquanta sedie distanziate tra loro sono state sistemate per accogliere chi i lavorati.

 

“Questa è una vertenza simbolo della città. Whirlpool ha dichiarato che è chiuso lo stabilimento, licenzia persone, c’è un quartiere intero, una città intera che vanno in grande difficoltà. È una vertenza che dà il segno di tante altre situazioni di difficoltà”, ha dichiarato il vicesindaco di Napoli, Enrico Panini, secondo il quale “occorre che il Governo faccia il suo mestiere: in Italia chi investe, chi interviene, deve rispettare le nostre regole e la prima regola della nostra Costituzione è che questa Repubblica è fondata sul lavoro”.
“In questa giornata straordinaria in cui si sono svuotate le piazze, a Napoli arriva la notizia che anche lo stabilimento Whirlpool di Varese è vuoto, perché lo sciopero di oggi, la lotta della Whirlpool dimostrano ancora una volta che la classe operaia non è solo essenziale per quello che fa, ma è essenziale per l’intelligenza che sa dimostrare”. Lo ha detto Barbara Tibaldi, segretaria nazionale della Fiom. “Le lavoratrici e i lavoratori della Whirlpool – ha aggiunto – si stanno fermando perché sanno che le loro ragioni possono servire a cambiare il Paese e il rapporto fra politica e multinazionali che ci stanno scippando tutte le competenze industriali. Quindi la loro è una lotta per il futuro di se stessi e degli altri”. “E quando è così  i cuori sono alti e ciò succede quando il coraggio è unito all’intelligenza che la classe operaia oggi, ancora una volta, dimostra”.

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