martedì, 13 Aprile, 2021

Zingaretti affascinato da Conte perde la bussola

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Marx è morto, il Pci è morto e nemmeno Zingaretti si sente tanto bene. Il segretario del Partito democratico ‘sposa’ in toto il Presidente del Consiglio del Governo appoggiato dal Pd. “Dopo la caduta di questo governo, che abbiamo fatto bene a far nascere, sarebbero inevitabili le elezioni. Sono convinto che ci siano tutte le condizioni per andare avanti. Ma ci vuole una comune volontà politica”. Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in un’intervista in apertura del Corriere della Sera in cui esclude che il referendum sul taglio dei parlamentari influisca sulla data del voto, spende parole positive per il premier Giuseppe Conte e chiama Italia Viva a “decidere se stare o meno dentro la prospettiva del campo progressista”. E nel Paese si sta riaffermando uno schema bipolare”, osserva inoltre Zingaretti.
Dichiarazioni che hanno lasciato a bocca aperta non solo quelli che si definiscono ‘progressisti’ da sempre, come ad esempio Cottarelli e Calenda, ma anche gli stessi dem.

“Oggi il segretario del mio partito in una intervista al Corriere, ad una domanda sulla possibilità che Conte sia il nostro candidato premier, risponde definendolo ‘un punto di riferimento fortissimo di tutte le forze progressiste’. Mi permetto di far notare però che un punto di riferimento di solito è tale perché sta fermo nello stesso posto”. Lo scrive Matteo Orfini su Facebook replicando al segretario del Pd, Nicola Zingaretti. “Prendere come punto di riferimento qualcosa che si sposta continuamente da destra a sinistra ha un solo effetto: si sbaglia strada e ci si perde”, aggiunge il deputato del Pd.
Il punto di riferimento richiamato dal segretario del Pd, Giuseppe Conte, è lo stesso che appena un anno fa ha approvato e difeso i provvedimenti più controversi della Lega: decreti sicurezza e la legittima difesa, senza dimenticare il liberismo spietato di un’eventuale Flat Tax.

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